Sopraelevazione in muratura senza autorizzazione sismica: analisi di un caso studio e verifica di adeguamento
Ricostruzione del quadro normativo, valutazione della sicurezza di un edificio esistente e verifica a taglio dei maschi murari secondo le NTC 2018.
1. Il caso studio: una costruzione in muratura con sopraelevazione successiva
Il caso esaminato riguarda un edificio residenziale in muratura portante, realizzato originariamente negli anni Settanta e interessato da una sopraelevazione eseguita nel 1993, in assenza della documentazione sismica richiesta per tale intervento.
La particolarità del caso consiste nella diversa collocazione temporale delle due fasi costruttive: la costruzione originaria risale a un periodo precedente alla classificazione sismica del territorio di riferimento, mentre la sopraelevazione è stata realizzata successivamente a tale classificazione.
La ricostruzione storico-amministrativa ha quindi richiesto di distinguere gli obblighi applicabili alla costruzione originaria da quelli relativi alla sopraelevazione, evitando di attribuire retroattivamente alla prima gli adempimenti introdotti o divenuti applicabili in un momento successivo.
La questione non è esclusivamente documentale. La regolarizzazione della sopraelevazione richiede di inquadrare correttamente l’intervento sotto il profilo sismico e di accertare il livello di sicurezza della costruzione nella sua configurazione attuale.
2. Il quadro normativo di riferimento
La ricostruzione normativa si articola in tre passaggi principali.
Legge 2 febbraio 1974, n. 64. La legge disciplina le costruzioni in zone sismiche e comprende anche gli edifici in muratura. Gli artt. 5 e 6 contengono disposizioni relative ai sistemi costruttivi e ai requisiti delle strutture; l’art. 17 disciplina gli adempimenti per le costruzioni nelle località sismiche. La sua applicabilità al caso concreto deve essere verificata in relazione alla classificazione sismica territoriale e alle disposizioni vigenti all’epoca.
D.M. 20 novembre 1987. Introduce le Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento. Costituisce un riferimento tecnico specifico per la muratura, ma non deve essere confuso con la fonte che disciplina, in via generale, l’obbligo amministrativo di deposito sismico.
Legge regionale Campania 7 gennaio 1983, n. 9. Disciplina l’esercizio delle funzioni regionali in materia di difesa del territorio dal rischio sismico. Il testo vigente, coordinato con le successive modifiche, disciplina l’autorizzazione sismica e il deposito sismico. In particolare, l’art. 4, comma 1, lettera d), assoggetta ad autorizzazione sismica le sopraelevazioni; la lettera e) contempla i lavori iniziati in violazione degli obblighi di denuncia. L’art. 6 disciplina la repressione delle violazioni e gli adempimenti conseguenti.
Per il caso in esame, il riferimento temporale decisivo è la classificazione sismica del territorio, intervenuta nel 1981. La sopraelevazione del 1993 deve pertanto essere esaminata alla luce degli obblighi applicabili in quel momento, distinti da quelli pertinenti alla costruzione originaria.
La ricostruzione storica deve comunque essere supportata dagli atti di classificazione e dalla disciplina effettivamente vigente alle date dei lavori.
3. Sopraelevazione in muratura senza autorizzazione sismica: la regolarizzazione
La regolarizzazione sismica di una sopraelevazione in muratura realizzata senza il necessario titolo sismico richiede un’attenta valutazione della normativa applicabile, delle caratteristiche costruttive dell’edificio e del livello di sicurezza strutturale da conseguire.
Non si tratta di una semplice procedura amministrativa: occorre accertare lo stato di fatto, ricostruire la storia dell’edificio e verificare il comportamento sismico dell’intera costruzione, considerando gli effetti della sopraelevazione sulla struttura esistente.
Il livello di sicurezza sismica richiesto
Per le sopraelevazioni soggette ad adeguamento sismico, le NTC 2018 richiedono il raggiungimento di un coefficiente di sicurezza sismica ζE ≥ 1,00.
Il coefficiente ζE esprime il rapporto tra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura e quella prevista per una nuova costruzione, secondo i criteri definiti dalla normativa tecnica.
Il raggiungimento di tale soglia è fondamentale per la verifica dell’adeguatezza sismica. Nel percorso di regolarizzazione qui trattato, l’obiettivo progettuale è conseguire un valore ζE superiore a 1,00, così da rispettare il requisito minimo normativo con un margine aggiuntivo.
La verifica dei soli carichi gravitazionali non è sufficiente: occorre confrontare la capacità della struttura con la domanda sismica di riferimento, individuando le eventuali carenze e definendo gli interventi necessari.
Il riferimento normativo: NTC 2018
Il riferimento tecnico è costituito dalle Norme tecniche per le costruzioni, approvate con D.M. 17 gennaio 2018, e dalla relativa Circolare esplicativa 21 gennaio 2019, n. 7.
In particolare:
- § 8.3 – Valutazione della sicurezza: disciplina la valutazione della sicurezza delle costruzioni esistenti.
- § 8.4 – Classificazione degli interventi: distingue gli interventi di riparazione o locali, di miglioramento e di adeguamento.
- § 8.4.3 – Intervento di adeguamento: comprende le sopraelevazioni tra i casi per i quali è richiesto l’adeguamento della costruzione.
L’applicazione di queste disposizioni a un’opera già realizzata richiede di distinguere la verifica strutturale dalla qualificazione giuridico-amministrativa dell’intervento. Il percorso da seguire deve essere definito in relazione alle caratteristiche dell’opera, alla normativa applicabile e alle indicazioni dell’autorità competente.
Dalla verifica strutturale alla regolarizzazione
Il procedimento richiede una sequenza coordinata di attività tecniche e amministrative: dalla ricostruzione dello stato di fatto all’analisi strutturale, dalla progettazione degli eventuali interventi al deposito della documentazione presso il Genio Civile, fino all’esecuzione delle opere e alle verifiche finali previste.
Lo schema seguente illustra le principali fasi operative per affrontare la regolarizzazione sismica di una sopraelevazione in muratura.

4. Modellazione strutturale e verifica dei maschi murari
La valutazione della costruzione ha previsto la modellazione dell’organismo strutturale esistente e l’esame della risposta sotto le azioni sismiche.
Particolare attenzione è stata dedicata ai maschi murari, ossia agli elementi verticali resistenti compresi tra le aperture, che partecipano alla risposta dell’edificio alle azioni orizzontali.
Per tali elementi, la verifica a taglio nel piano confronta la domanda agente con la capacità resistente, determinata sulla base delle caratteristiche geometriche e meccaniche della muratura e delle condizioni di sollecitazione.
Il risultato numerico ottenuto per la verifica sismica è pari a: ξₑ = 0,83
Il valore rappresenta una capacità sismica inferiore alla domanda di riferimento, secondo la definizione del parametro utilizzata nella valutazione.
In particolare, la criticità individuata è riconducibile alla verifica a taglio nel piano dei maschi murari. Il risultato non deve essere interpretato come una misura assoluta della sicurezza dell’edificio in ogni condizione di carico, ma come l’esito della verifica rispetto alla domanda sismica considerata.
La distinzione è importante: una struttura può presentare verifiche soddisfatte sotto i carichi verticali e, contemporaneamente, non soddisfare una specifica verifica di resistenza nei confronti dell’azione sismica.

5. Interpretazione del risultato e conseguenze progettuali
Il confronto con il requisito assunto per la procedura di regolarizzazione evidenzia che: ξₑ = 0,83 < 1
La verifica non risulta pertanto soddisfatta rispetto al livello di sicurezza richiesto.
Il risultato non può essere superato mediante una diversa formulazione della relazione tecnica o attraverso la sola produzione di documentazione amministrativa. È necessario individuare le cause della carenza e valutare gli interventi strutturali idonei a conseguire il livello di sicurezza prescritto.
La progettazione dovrà concentrarsi sul meccanismo critico, senza limitarsi a un rinforzo isolato dei singoli elementi. Qualunque soluzione dovrà essere verificata anche rispetto alla distribuzione delle rigidezze, ai collegamenti tra pareti e solai e al comportamento globale dell’edificio.
La scelta della tecnica di intervento dovrà inoltre considerare la compatibilità con la muratura esistente, la realizzabilità delle opere e gli effetti sulle altre verifiche strutturali.
Il successivo modello di calcolo dovrà dimostrare il raggiungimento del requisito richiesto e l’assenza di nuove criticità significative.
6. Elaborati strutturali e collaudo
La regolarizzazione richiede il coordinamento tra valutazione della sicurezza, progetto strutturale e adempimenti previsti dal procedimento sismico.
Gli elaborati da predisporre dipendono dalla configurazione della pratica e possono comprendere la documentazione sullo stato di fatto, la relazione di calcolo, gli elaborati grafici, la relazione sui materiali, il progetto degli interventi e la documentazione relativa alla loro esecuzione.
L’eventuale collaudo statico deve essere inquadrato secondo le disposizioni applicabili e non può sostituire la dimostrazione della sicurezza strutturale richiesta per la regolarizzazione. Devono inoltre essere rispettati i requisiti di indipendenza e le condizioni previste per il collaudatore.
Conclusioni
Il caso studio evidenzia come la regolarizzazione sismica di una sopraelevazione realizzata in epoca successiva alla costruzione originaria richieda una valutazione integrata della storia dell’edificio, degli obblighi normativi applicabili e della capacità strutturale attuale.
La ricostruzione cronologica consente di distinguere gli adempimenti relativi alla costruzione originaria da quelli pertinenti alla sopraelevazione. La valutazione secondo le NTC 2018 consente invece di identificare le carenze strutturali che condizionano la procedura di regolarizzazione.
Nel caso esaminato, il coefficiente ζE = 0,83, associato alla verifica a taglio nel piano dei maschi murari, risulta inferiore al requisito unitario assunto per il procedimento. La conclusione tecnica è quindi la necessità di approfondire e progettare gli interventi di adeguamento richiesti, verificandone l’efficacia sull’intero organismo strutturale.
La regolarizzazione di una costruzione esistente non è, in definitiva, una semplice operazione documentale: richiede una dimostrazione tecnica coerente con la normativa applicabile e con il livello di sicurezza richiesto.
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Approfondimento tecnico a cura dell’Ing. Luigi Pepe – Progettazione strutturale e valutazione delle costruzioni esistenti.
